Gli androidi sognano spaghetti artificiali?

Chen Qiufan, Jacopo Cigarini, Chi Hui, Arianna Pioli, Lorenzo Livrieri, Xia Jia, Serena Meo, Caelpher G. Ghirelli | Future Fiction 2025
4,5
4,5 out of 5 stars (based on 4 reviews)
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Copertina gli androidi sognano spahetti artificialiPasseggiando tra le affollate vie del Lingotto di Torino, ci siamo ritrovati davanti ad uno stand insolito per l’ambiente e conosciamo Lorenzo Livrieri: un illustratore che ci racconta un po’ la sua storia e la sua arte. Incuriositi moltissimo dai temi e dai suoi disegni, abbiamo deciso di prendere questo piccolo volume fantascientifico edito Future Comics

Trama (senza spoiler)

In questa raccolta troviamo tre racconti di fantascienza cinese. Nonostante il cappello sia lo stesso, ogni racconto ha una sua identità e tratta tematiche completamente diverse.
Ma andiamo con ordine.

La prima storia è Buddhagram: un’agenzia pubblicitaria decide di far benedire un’app da un monaco buddista per farla diventare virale. In modo del tutto imprevedibile però l’applicazione sembra avere riscontri miracolosi reali sulla vita dei suoi users. Un racconto ispirato alla storia di Chen Qiufan e illustrato da Jacopo Cigarini.

Passiamo poi a Senza ritorno, scritto da Chi Hui illustrato da Lorenzo Livrieri e adattato da Arianna Pioli. Senza ritorno ci porta dentro un mondo distopico dove possiamo caricare la nostra coscienza online e vivere nel server , ma ahimè il web ha le sue regole e i suoi luoghi oscuri, bisogna stare molto attenti. Ed è proprio negli abissi della rete che un padre perde sua figlia, ritrovandosi con un corpo vuoto senza personalità, questa storia parla di questa storia parla della disperazione, ma anche della determinazione.

In Stanotte sfilano cento fantasmi, un ragazzo vive in una lunga una via popolata da spiriti e memorie digitali, in una Cina del futuro che unisce tradizione e realtà aumentata. Ning è stato trovato in fasce in un tempio ed allevato dai fantasmi, o meglio, dalle loro coscienze inserite in corpi meccanici. Eppure qualcosa non quadra: il bambino ha ormai quindici anni e sembra non crescere da un po’. Forse la storia non è proprio come è stata descritta.

Illustrazioni

Iniziamo con 

Buddhigram, illustrato da Cigarini. Il tratto è elegante e preciso, con linee morbide che delineano i volti e i corpi dei personaggi. La tavolozza cromatica è caratterizzata da colori saturi e contrastanti, questi colori non solo definiscono l’atmosfera delle scene, ma spesso riflettono anche gli stati emotivi dei personaggi e i temi spirituali trattati. Nonostante l’approccio moderno, l’opera incorpora elementi della tradizione orientale, come la rappresentazione di paesaggi minimalisti e l’uso di simboli buddisti. Questi elementi sono integrati in modo armonioso, contribuendo a creare un’atmosfera contemplativa e meditativa.

Senza ritorno: Il tratto è essenziale, preciso, quasi geometrico. Le linee nere sono sottili e pulite, in perfetto stile line clear, senza eccessi né sbavature. Non ci sono tratteggi o campiture a matita: è un disegno fortemente digitale e nitido. In copertina il colore dominante è il verde fluo, usato in modo quasi monocromatico, accompagnato da scale di grigio. La scelta è straniante, perfettamente coerente con l’ambientazione distopica e tecnologica della storia.

Lo stile di Lorenzo Livrieri in Senza ritorno è pulito, un’estetica perfettamente coerente con una distopia “informatica” iperfunzionale.

Interno del libro gli androidi sognano spaghetti artificiali

Terminiamo con stanotte sfilano cento fantasmi. Questa tavola presenta uno stile caldo e fortemente narrativo, in netto contrasto con l’estetica digitale di Senza ritorno. Il disegno è caratterizzato da un segno morbido e dinamico, che sembra realizzato a mano. Le linee non sono sempre perfettamente pulite o dritte, ma donano spontaneità e movimento. Le figure sono leggermente deformate con posture fluide e comunicano anche solo con la gestualità. L’intero racconto evoca una sensazione di onirismo malinconico: sembra quasi un ricordo che trova pieno riscontro nelle parole: i fantasmi non sono spettri spaventosi ma memorie e sogni irrealizzati.

Parere personale
In Buddhagram, l’idea tradizionale dei “piani dell’essere” del Buddhismo viene reinterpretata come una rete complessa, in cui il protagonista si introduce attraverso un’app tecnologica. Questa lettura contemporanea intreccia spiritualità e tecnologia, proponendo una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e innovazione digitale. La narrazione solleva interrogativi sulla responsabilità dell’uomo nel “manipolare” dimensioni spirituali con strumenti tecnologici. L’app diventa una metafora della potenza ma anche del rischio insito nella tecnologia, che può aprire porte o, al contrario, provocare danni irreparabili, se usata senza consapevolezza. Buddhagram suggerisce come la realtà possa essere concepita come un sistema interconnesso, in cui ogni azione ha effetti moltiplicatori. L’intromissione umana, può avere effetti catastrofici che spesso si rivoltano contro l’uomo stesso.
In sintesi, questo racconto non è solo un fumetto visivamente accattivante, ma un’opera che stimola una profonda riflessione su come tecnologia e spiritualità si intrecciano nel mondo moderno, sollevando domande cruciali sulla responsabilità, la natura della realtà e il senso del sacro.

Senza Ritorno è un fumetto distopico che si muove sul confine sottile tra realtà e virtualità, ambientato in un futuro prossimo dominato dalla tecnologia. La storia segue Xuenjiao, hacker determinata a ritrovare Chen Wen, una ragazza che ha caricato la propria coscienza su una rete virtuale, sparendo dal mondo fisico. Questa premessa introduce una riflessione profonda sull’identità, la coscienza e il rapporto tra uomo e tecnologia. Al centro di Senza Ritorno c’è una domanda fondamentale: cosa significa essere umani in un mondo dove la mente può essere separata dal corpo e trasferita in un ambiente virtuale? Il mondo virtuale in cui si muovono i personaggi è uno spazio in cui le regole tradizionali non valgono più, dove il confine tra ciò che è reale e ciò che è simulato si fa labile. Questa opera va oltre la semplice narrazione distopica per proporre una riflessione intensa sulle implicazioni della tecnologia sulla nostra identità e sulla nostra umanità.

Ultima tappa: Stanotte sfilano cento fantasmi. La Via dei Fantasmi è un luogo dove il tempo sembra sospeso e gli abitanti vivono in una routine eterna. I fantasmi, pur essendo legati a corpi robotici, mantengono i ricordi delle loro vite passate, mentre Ning, il bambino che vive tra loro, non ha memoria di un’esistenza precedente. Questo contrasto evidenzia l’importanza della memoria nella costruzione dell’identità personale, al punto da far dubitare della sua natura Ning stesso.

I fantasmi sono esseri tecnologici che conservano l’essenza di ciò che erano in vita. La narrazione solleva interrogativi sulla possibilità che la tecnologia possa non solo imitare, ma anche contenere l’essenza dell’umanità.
In Stanotte sfilano cento fantasmi, la memoria è una forma di vita. I ricordi dei fantasmi non servono solo a capire chi erano, ma a ricordarci che anche ciò che è stato dimenticato continua a esistere.

A chi lo consigliamo?

Questa antologia è perfetta per chi cerca letteratura nel senso più pieno: non solo previsioni su gadget o scenari, ma riflessioni su cosa diventiamo quando lasciamo che la tecnologia scavi nella carne della cultura, della spiritualità, della biologia. A noi è piaciuto molto, fateci sapere cosa ne pensate

4,5
4,5 out of 5 stars (based on 4 reviews)
Excellent50%
Very good50%
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Terrible0%

No Title

Agosto 4, 2025

Bellissimo

Chiara

No Title

Giugno 9, 2025

Anonymous

Super utile!

Giugno 5, 2025

Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!

Angelo

No Title

Giugno 3, 2025

Anonymous

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