Dov’era il corpo

Ed Brubaker, Sean Phillips | Saldapress 2024
4,5
4,5 out of 5 stars (based on 4 reviews)
Excellent50%
Very good50%
Average0%
Poor0%
Terrible0%

Dov’era il corpo è uscito in Italia nel 2024 per Saldapress, all’interno della collana Maèstro, che raccoglie fumetti d’autore in edizioni curate e di grande formato. Non è una novità freschissima, ma è uno di quei titoli che mi ero segnata da tempo. Alla fine l’ho preso approfittando di uno sconto del 20% sul catalogo Saldapress, in un momento in cui cercavo qualcosa di breve, ben scritto e che si leggesse tutto d’un fiato. Il mio fumettaio me l’ha consigliato con convinzione, e devo dire che ha colto nel segno.

 Trama (senza spoiler)

Dov’era il corpo è un racconto corale ambientato nella periferia americana, nella via immaginaria di Pelican Road, durante l’estate del 1984. La storia si sviluppa attraverso un grande flashback: i protagonisti, ormai adulti e in alcuni casi anziani, narrano a ritroso gli eventi che li hanno segnati da ragazzi.

Copertina del fumetto Dove era il corpo di Ed Brubaker e Sean PhillipsIl racconto si snoda tra le varie case della via, ognuna abitata da personaggi con vite e segreti diversi: giovani tossicodipendenti, una casalinga trascurata, immigrati, reduci di guerra, famiglie apparentemente “perbene” e un investigatore privato sulle tracce di una ragazza in fuga. Le loro storie si intrecciano lentamente, rivelando dinamiche di quartiere complesse e sfaccettate, tra piccoli drammi, rivalità e momenti di umanità.

Se siete appassionati di serie TV, Pelican Road può ricordare una versione più breve e meno esasperata di Wisteria Lane, la via di Desperate Housewives: ogni casa nasconde segreti, drammi e misteri, e il tessuto sociale è fatto di legami intrecciati e piccoli grandi conflitti.

L’omicidio che scuote la comunità avviene solo verso le ultime pagine, quasi a chiudere un lungo cerchio narrativo in cui per gran parte della storia siamo stati immersi nei retroscena e nelle vite degli abitanti. Questo delitto non è il centro assoluto della narrazione, ma ne rappresenta la chiusura e lo snodo finale. Prima di quel momento, la narrazione ci conduce casa per casa, svelando lentamente i motivi, i segreti e le tensioni che animano il quartiere, fino a farci com

prendere appieno il microcosmo di Pelican Road. Solo nel capitolo finale, intitolato “Ehi! Fermi tutti, chi ha ucciso?”, viene svelata l’identità dell’assassino, offrendo una conclusione intelligente e sorprendente a un racconto che è molto più di un semplice giallo.

Illustrazioni

Uno degli elementi più potenti e riconoscibili di questo fumetto è senza dubbio lo stile visivo, frutto della collaborazione tra Sean Phillips ai disegni e Jacob Phillips ai colori. Due autori che, anche singolarmente, hanno già dimostrato di saper raccontare con le immagini tanto quanto con i dialoghi, ma che insieme riescono a raggiungere un livello di sintonia che trasforma ogni tavola in una macchina narrativa perfettamente calibrata.

Sean Phillips utilizza un tratto pulito ma espressivo, capace di mantenere un delicato equilibrio tra realismo e stilizzazione. I volti dei personaggi non sono mai statici: anche quando immobili, suggeriscono movimento interiore, dubbio, tensione. Le posture sono naturali, credibili, studiate con attenzione per raccontare più di quanto le parole dicano. La composizione delle tavole è regolare ma non rigida, con vignette che si alternano tra primi piani intensi e inquadrature più ampie e “registiche”, capaci di catturare il contesto e l’umore della scena. Una delle vignette più emblematiche, ad esempio, mostra una vista dall’alto della piscina: una scelta visiva che introduce uno sguardo distaccato, quasi onnisciente, rafforzando la sensazione di sospensione e inquietudine che aleggia sulla scena.

A dare profondità e atmosfera è il lavoro di Jacob Phillips, che con la sua colorazione intelligente e narrativa trasforma ogni ambientazione in un’esperienza sensoriale distinta. Le palette cambiano radicalmente a seconda dello scenario: In piscina, dominano gli azzurri, i verdi acquatici e i rosa slavati, colori freddi e pacati che evocano una calma apparente, una quiete che però sembra sempre sul punto di spezzarsi. Nelle scene in camera da letto, la gamma vira verso i rossi intensi, saturi, carichi di sensualità, intimità ma anche di tensione emotiva e disagio latente. Nella discoteca, invece, prevalgono i viola scuri e i neri, in un gioco quasi psichedelico che restituisce l’idea di un ambiente ovattato, confuso, dove luci e suoni si mescolano a emozioni contrastanti. Questa gestione del colore rende ogni sequenza immediatamente riconoscibile non solo per il luogo in cui si svolge, ma soprattutto per l’atmosfera emotiva che comunica. Il colore non accompagna l’immagine: la guida. Interviene sul tempo narrativo, sull’umore del lettore, sulle ambiguità dei personaggi.

Parere personale

Dov’era il corpo è una graphic novel che, fin dall’inizio, trasmette la sensazione di essere fuori dal tempo. A colpire subito è la sua estetica vintage: la mappa iniziale di Pelican Road che mostra le case e i loro abitanti nell’estate del 1984, evoca immediatamente qualcosa di “antico”. Aprendolo, ho pensato si trattasse di un volume uscito decenni fa, e non nel 2024. Anche il comparto grafico contribuisce a questa impressione: il tratto, i colori e perfino i font sembrano provenire dagli anni ’90, e il risultato è affascinante.

Questa scelta non è affatto casuale. Nella postfazione, Brubaker racconta di essere da sempre affascinato dai pulp degli anni ’40, quelli con le mappe in copertina e le storie ambientate in quartieri che sembrano mondi a sé. Con Dov’era il corpo, ha voluto ricreare proprio quella sensazione: entrare in un ambiente definito, stratificato, popolato da relazioni silenziose e tensioni sotterranee. E l’operazione riesce alla perfezione.

La narrazione è raffinata e coinvolgente: Brubaker ci accompagna dentro Pelican Road con delicatezza, svelando una trama che può essere letta su più livelli. Da un lato c’è il giallo intrigante e ben c

Illustrazione interna dal fumetto Dove era il corpo di Brubaker e Phillips

ostruito,  ma c’è anche una profonda dimensione emotiva, in cui l’amore, sotto varie forme, è la vera forza motrice. Ogni personaggio agisce spinto da un legame affettivo, da una mancanza, da un sentimento irrisolto. C’è l’amore idealizzato, quello svanito, quello fisico privo di intimità. Tutto ruota intorno al desiderio di connessione.

Personalmente, ho trovato il libro sorprendentemente sfaccettato. È possibile leggerlo come un noir ben scritto, oppure come una riflessione sul bisogno umano di amare ed essere amati. Ma c’è anche un lato più leggero, quasi divertito: l’atmosfera da quartiere pieno di segreti, dove le case nascondono storie e le vite si intrecciano senza sosta, mi ha ricordato tantissimo Desperate Housewives e la celebre Wisteria Lane. C’è un tono da “drama di vicinato” che rende il tutto ancora più realistico, quasi familiare.

Brubaker ha definito questo fumetto un “crime romantico”, e non potrei essere più d’accordo. Anche quando si sfiora il dramma o si entra nel mistero, è l’aspetto umano a dominare. La storia è costruita come un mosaico, e il lettore ne ricompone lentamente i tasselli. L’omicidio, che arriva tardi, è più un pretesto narrativo che il vero fulcro: è la conclusione di un intreccio di emozioni, tensioni e legami che già ci avevano conquistati.

In sintesi, Dov’era il corpo è una lettura sorprendente, intensa e perfettamente bilanciata. Mi ha davvero colpita per profondità, costruzione e atmosfera.

A chi lo consigliamo

Questo consiglio è molto paraculo, lo ammettiamo: Dov’era il corpo lo consigliamo un po’ a tutti. Perché è uno di quei fumetti che può piacere sia a chi legge graphic novel da una vita, sia a chi ci si avvicina per la prima volta.

Se vi piacciono le storie di quartiere piene di segreti, con personaggi imperfetti e vite che si intrecciano piano piano fino a far scoppiare qualcosa, allora qui siete nel posto giusto. Se amate i gialli, ma non quelli da “chi ha ucciso chi” e basta, piuttosto quelli che ti fanno entrare nella testa e nel cuore di chi vive intorno al delitto, questo fa per voi.

4,5
4,5 out of 5 stars (based on 4 reviews)
Excellent50%
Very good50%
Average0%
Poor0%
Terrible0%

No Title

Agosto 4, 2025

Bellissimo

Chiara

No Title

Giugno 9, 2025

Anonymous

Super utile!

Giugno 5, 2025

Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!

Angelo

No Title

Giugno 3, 2025

Anonymous

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