Velvet Omnibus
Velvet: L’arte dello spionaggio secondo Brubaker e Epting
Chi mi segue da un po’ lo sa: ho sviluppato una vera (e sana) ossessione per Ed Brubaker. Ormai mi sono messa in testa di recuperare tutto, ma proprio tutto, quello che ha pubblicato in Italia e all’estero. Lo considero semplicemente un maestro assoluto dello “spy-noir” e del crime. Perciò, il mio viaggio nel “Brubaker-verse” continua senza sosta. Oggi tocca a Velvet, pubblicato in un bellissimo omnibus cartonato da Saldapress.
L’acquisto di questo volume, tra l’altro, ha una storia particolare. Mi trovavo al Romics, un po’ spaesata tra i vari stand, e mi sono fermata a quello di Saldapress. Chiacchierando con i ragazzi dello staff, ho chiesto un consiglio e loro, senza la minima esitazione, mi hanno indicato Velvet. Eccoci quindi pronti ad analizzare questo gioiellino.
Chi è davvero Velvet Templeton?
Immaginate la classica agenzia di spionaggio segreta, l’ARC-7. Al centro di tutto c’è Velvet Templeton. Lei non è un’agente sul campo, o almeno, non ufficialmente. È la segretaria personale del Direttore, la donna che vede tutto, sa tutto, ma resta sempre un passo indietro, nell’ombra sicura della burocrazia. Una vita tranquilla, ormai lontana dall’azione.
Questo equilibrio, però, va in frantumi. Il migliore agente operativo dell’agenzia viene brutalmente ucciso durante una missione. Parte subito la caccia alla talpa. Le prove, in modo fin troppo comodo e rapido, puntano tutte in una direzione: la sua. Velvet diventa la principale sospettata, la traditrice.
Braccata da quelli che un tempo erano i suoi colleghi, Velvet non ha scelta. Deve fuggire. Ma la donna che tutti credevano una semplice impiegata è, in realtà, un fantasma. È un ex-agente letale, una delle migliori, costretta a ritornare in azione dopo anni di inattività. Il suo obiettivo è duplice. Deve sopravvivere. E deve scoprire chi l’ha incastrata, smascherando una cospirazione che si nasconde nei piani alti della stessa agenzia.
L’eleganza del Noir
Parliamo del comparto artistico, perché qui Velvet è pura ecc
ellenza. Il team è composto da Steve Epting ai disegni e Elizabeth Breitweiser ai colori, e la loro collaborazione è magistrale.
Steve Epting ha uno stile che definirei “realismo cinematografico”. Non cerca l’effetto wow fine a se stesso; cerca l’inquadratura perfetta, quella che trasmette la massima tensione. L’azione è brutale, credibile, ogni movimento ha un peso. Allo stesso modo, sa gestire le atmosfere. La tavola di Velvet sulla neve, avvolta nel trench, è puro spionaggio classico. L’ambiente è dettagliato, ma è l’espressività dei personaggi, spesso tesa e controllata, a dominare la scena.
E poi ci sono i colori di Elizabeth Breitweiser. Sono l’arma segreta di questo omnibus. Breitweiser non si limita a riempire le chine di Epting; lei dipinge letteralmente l’atmosfera. La sua palette è spesso desaturata, dominata da blu, grigi e neri che rendono l’atmosfera fredda, quasi opprimente, usando i colori caldi in modo mirato. Il suo stile pittorico, che lascia una sensazione quasi “granulosa”, si sposa alla perfezione con il realismo di Epting.
Persi insieme a Velvet
Lo dico subito, senza mezzi termini: ho amato Velvet. L’ho letteralmente “schiantato”, come si dice in gergo. È uno di quei volumi che ti tengono incollato alla pagina e che è quasi doloroso mettere giù. La vera forza di quest’opera, per me, è la gestione totale della tensione. In questo, Brubaker mi ha ricordato incredibilmente la scrittura di Giorgio Faletti nei suoi thriller migliori.
Cosa intendo? Intendo che Brubaker ti prende per mano e ti porta a spasso in un labirinto. Ti semina briciole, indizi che sul momento sembrano non avere alcun senso, piste che si rivelano vicoli ciechi. Il risultato è brillante. Come lettore, ti senti esattamente come la protagonista. Sei spaesato. Sei incredulo. Sei perso.
Non capisci assolutamente nulla di quello che sta succedendo, e vivi la stessa identica confusione di Velvet. La maestria sta nel fatto che Brubaker non ti dà mai un vantaggio. Tu, lettore, non sai più di lei. Non scopri la verità un attimo prima, ma la afferri nell’esatto istante in cui lei la comprende. Questa immedesimazione è totale e potentissima. Forse è diverso da altre cose che Brubaker ha scritto, ma l’ho amato profondamente.
A chi lo consigliamo?
La risposta breve? A tutti, letteralmente. Velvet è un fumetto così ben scritto e disegnato che è difficile non apprezzarlo. Certo, bisogna segnalare la presenza di qualche scena di sesso, ma onestamente sono contestualizzate nella narrazione e non le ho trovate affatto eccessive o “triggeranti”.
È un’opera perfetta se amate le spy-story, qui troverete pane per i vostri denti. In generale, lo consiglio come ottimo “entry level” per chiunque apprezzi il genere crime e thriller, anche se non legge fumetti abitualmente.
No Title
Bellissimo
No Title
Super utile!
Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!
No Title
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