Spectators
Solo per adulti? La recensione di Spectators, il ritorno di Brian K. Vaughan
Poco prima di Lucca
Comics, Bao Publishing lancia l’avviso: Spectators è “strettamente dedicato a un pubblico adulto”. Causa: violenza e sesso esplicito.Devo ammetterlo: mi hanno comprata così. Adoro i fumetti maturi e Bao su questo raramente delude. Spectators è quindi finito dritto nella lista acquisti per la fiera, dove sono anche riuscita a farmelo firmare da Brian K. Vaughan.
Ma l’avvertimento “per adulti” era giustificato? È il momento di tuffarci nella recensione di Spectators di Brian K. Vaughan e Niko Henrichon.
New York, tra cento anni. In questo futuro, alcuni morti non “trapassano”, ma restano bloccati sulla
Terra come fantasmi.
Le regole sono crudeli. Possono andare ovunque, ma non possono interagire con il mondo dei vivi. Non toccano nulla, non vengono visti, non vengono sentiti. Sono condannati a osservare. L’unica consolazione? Possono parlare con gli altri fantasmi.
Cento anni nel futuro
New York, tra cento anni. In questo futuro, alcuni morti non “trapassano”, ma restano bloccati sulla Terra come fantasmi.
Le regole sono crudeli. Possono andare ovunque, ma non possono interagire con il mondo dei vivi. Non toccano nulla, non vengono visti, non vengono sentiti. Sono condannati a osservare. L’unica consolazione? Possono parlare con gli altri fantasmi.
L’inizio della storia: la morte di Val
La nostra protagonista è Val. La sua storia inizia con la sua fine: viene uccisa in una sparatoria di massa al cinema. Un inizio crudo e diretto.
Come avrete intuito, Val resta bloccata. Inizia così la sua “non-vita” da spettatrice. Vaga per il mondo osservando tutto: gli eventi piùintimi delle persone e, allo stesso tempo, i grandi cambiamenti sociali e politici. È testimone di ogni cosa, ma non può fare assolutamente nulla.
Il mondo in bianco e nero di Henrichon
Ai disegni troviamo Niko Henrichon (Pride of Baghdad). Il suo stile qui è fondamentale e serve la narrazione con una scelta visiva geniale. Finché Val è viva, il mondo è a colori, saturo, tangibile. Dal momento esatto della sua morte, tutto cambia. Il mondo precipita nel bianco e nero. L’ambiente, gli edifici e le persone vive diventano grigi, distanti.
Questa scelta è narrazione pura. Le uniche cose a restare colorate sono Val e gli altri fantasmi.
Paradossalmente, i morti diventano le uniche macchie “vive” in un’esistenza grigia. Questo trucco visivo ci fa percepire subito la loro distanza dal mondo. Ci costringe a vedere la realtà dal loro punto di vista di “spettatori” isolati.
Lo sguardo oltre il velo
È quasi impossibile inquadrare Spectators da un unico punto di vista. È un’opera ermetica. Al centro c’è l’ossessione di Val: osservare la natura più intima dell’uomo, l’atto sessuale. Potremmo liquidarla sbrigativamente come voyeurismo, un feticcio da “guardoni”. Ma Vaughan, attraverso Val, ci costringe a un’indagine più profonda. La tesi della protagonista è spietata: gli esseri umani non sono altro che “matte bestie”. Sono animali la cui natura primordiale è stata solo superficialmente mascherata dai costrutti e dalle imposizioni sociali. A porte chiuse, quando credono di essere soli, quel castello di carte crolla.
Alla fine del mondo
Il suo non è più voyeurismo; è un’indagine filosofica. È lo sguardo di chi osserva cosa resta dell’uomo quando il velo della civiltà si squarcia. Val è la spettatrice assoluta, testimone non solo della vita pubblica, ma della cruda verità privata.
L’intero graphic novel è una riflessione sull’asse portante dell’esistenza: Eros e Thanatos. Sesso e Morte. La fine della civiltà incombe, la mortalità è palpabile. E, come dice Val, “Quando la popolazione deve contemplare la propria mortalità, torna sempre alla stessa cosa”.
È la pulsione di vita che si ribella, in modo animalesco e disperato, all’annichilimento. Spectators non è una lettura facile. È un trattato denso, che usa la violenza e il sesso come lenti d’ingrandimento sull’umanità. È un’opera che non si esaurisce al primo sguardo. Va riletta, digerita e meditata.
A chi è consigliato (e a chi no)
Qui siamo dritti al punto, senza giri di parole. Spectators è un fumetto nudo e crudo.
L’avvertimento di Bao Publishing non è marketing: questo volume è strettamente vietato ai minori. Le scene che Val osserva sono esplicite, sia visivamente sia nel linguaggio. Non ci sono filtri, non c’è pudore. È un’opera che mostra tutto.
Proprio per questa sua natura impegnativae per la sua crudezza, lo consiglio a chi ha già esperienza. Non è un fumetto da “prima lettura” o per chi cerca intrattenimento leggero.
È una lettura pesante, complessa, ma incredibilmente stratificata. Consigliato a chi cerca un’opera matura, disposta a spingere il lettore fuori dalla sua zona di comfort per farlo riflettere.
No Title
Bellissimo
No Title
Super utile!
Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!
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