Orbit Orbit
Orbit Orbit: la recensione del folle debutto a fumetti di Caparezza (Bonelli)
Come può un cantante scrivere un fumetto? Se ti chiami Caparezza, a quanto pare, la transizione è quasi naturale. Questa è la recensione di Orbit Orbit, il debutto a fumetti dell’artista pugliese. L’opera arriva nonostante i noti problemi personali dell’autore (ipoacusia e acufene), configurandosi subito come un viaggio profondamente interiore, ma allo stesso tempo cosmico.
Il risultato è un’opera che cattura il lettore. Infatti, ci si sente immediatamente presenti nella storia, quasi come se lo sceneggiatore avesse inserito anche noi nel racconto. Si finisce per percepire sulla propria pelle i cambiamenti dei vari ambienti.
Orbit Orbit: un viaggio tra reale e onirico
La narrazione di Orbit
Orbit si muove agilmente su due “universi” paralleli: quello reale e quello onirico. Curiosamente, i pochi eventi che accadono nel piano di esistenza reale diventano espedienti narrativi fondamentali nel secondo.
Questo spazio cosmico, dove si svolge il vero e proprio viaggio, pullula di personaggi bizzarri e ideologie variegate. Saranno proprio queste interazioni a mettere in difficoltà il protagonista, Caparezza stesso. Di conseguenza, dalle interazioni con queste strane civiltà emerge una vera evoluzione della consapevolezza. Si tratta di un percorso di crescita che accompagna il lettore fino all’ultima pagina.
Un pool di artisti per un’unica visione
Affidare i vari capitoli a un team di disegnatori diversi (Gerasi, Mari, Riccio, Nizzoli e gli altri) era una scommessa. Tuttavia, l’opera non perde affatto coerenza stilistica. Al contrario, questa scelta riesce a evidenziare ancora meglio il processo evolutivo della trama e dei personaggi.
Uno stile al servizio della storia
Lo stile dei disegni resta volutamente semplice, con pochi dettagli. Questa pulizia visiva permette al lettore di godere appieno della storia, senza distrazioni. Inoltre, la caratterizzazione dei personaggi facilita l’empatia, portandoci a condividere (o contestare) i loro ideali. L’alternanza studiata tra i due piani narrativi, infine, rende la comprensione completa e mai pesante.
Un fumetto da “ascoltare”: il legame con l’album
Non è solo il lettore a crescere: Orbit Orbit è un vero e proprio viaggio interiore. Nonostante sia la prima opera sceneggiata da Caparezza per Bonelli, la struttura narrativa risulta sorprendentemente scorrevole. D’altronde, l’artista aveva già dimostrato nei suoi dischi di saper raccontare grandi storie.
Per un’esperienza ancora più immersiva, il consiglio è alternare la lettura dei capitoli all’ascolto dei brani del nuovo album. È un suggerimento che arriva direttamente dalle pagine del libro e dallo stesso autore.
Il verdetto della recensione: a chi è consigliato Orbit Orbit?
In conclusione, a chi è adatto questo fumetto? L’opera è perfetta sia per chi cerca un cammino introspettivo, sia per chi desidera semplicemente leggere qualcosa di diverso dal solito.
Orbit Orbit è un racconto Sci-Fi che miscela l’avventura sognata da bambini (un viaggio spaziale pieno di “extraterrestri” e colpi di scena) con la riflessione adulta. Un debutto, quello di Caparezza, decisamente riuscito.
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Bellissimo
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Super utile!
Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!
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