Disgelo
Un incontro casuale con Alberto Lavoradori
Non conoscevo Alberto Lavoradori prima del Recanati Comic Festival. Guardando i suoi disegni, però, mi è scattata subito una scintilla.
Ho approfittato per farmi una blank di X-Men e sono rimasta colpita dalla precisione dei dettagli. Così ho deciso di prendere anche il suo graphic novel Disgelo.
La copertina e lo stile dei disegni promettevano qualcosa di speciale. Non vedevo l’ora di scoprire come questa arte prendesse vita in una storia completa.
La ritirata napoleonica in Russia
Disgelo è ambientato nel dicembre 1812, durante la ritirata dell’Armata di Napoleone dalla Russia. Un soldato francese, ormai isolato e abbandonato, si trova a percorrere un paesaggio innevato e desolato, simbolo della disfatta della Grande Armée.
Senza più compagni, è costretto a lottare per la sopravvivenza in un ambiente ostile, dove il freddo e la fame sono nemici altrettanto temibili dei cosacchi, che inseguono i soldati sbandati.
La narrazione non mostra battaglie o strategie militari, ma si concentra sul lato umano e sulla sofferenza silenziosa. Non è una storia eroica, bensì un viaggio introspettivo che esplora il peso dell’abbandono e la fragilità di fronte a circostanze più grandi dell’individuo.

Disegni e colori
I disegni di Disgelo colpiscono per precisione e realismo: ogni volto, corpo e dettaglio racconta fatica, vulnerabilità e isolamento. Lo stile di Alberto Lavoradori è pulito e lineare, ma allo stesso tempo ricco di sfumature e texture che danno profondità e movimento alle tavole. Gli spazi vuoti, sapientemente usati, accentuano la solitudine del protagonista e rendono il paesaggio innevato ancora più desolato. Anche le scene statiche sembrano vive grazie ai dettagli minimi che suggeriscono emozioni e tensione. Il colore è essenziale e misurato: predominano blu e grigi che evocano il gelo e la desolazione della Russia, mentre pochi tocchi di tonalità calde guidano lo sguardo e mettono in risalto elementi importanti come il volto del soldato o piccoli oggetti nel paesaggio. Questa scelta cromatica rafforza il tono introspettivo della storia e rende ogni tavola coerente con il viaggio interiore del protagonista, trasformando la lettura in un’esperienza visiva intensa e riflessiva.
Opinione personale
Leggere Disgelo è stata una piccola sorpresa. Non conoscevo Alberto Lavoradori e mi sono avvicinata al suo lavoro quasi per caso, ma questo graphic novel mi ha catturata subito.
Mi ha colpito soprattutto il modo in cui racconta la guerra senza spettacolarizzarla. Non troviamo grandi battaglie o atti eroici, ma un percorso intimo, fatto di solitudine e resistenza silenziosa. È una prospettiva che lascia spazio alla riflessione e che, a mio avviso, rende l’opera diversa da molte altre sullo stesso periodo storico.
Il ritmo lento e meditativo invita a fermarsi su ogni tavola, a respirare quell’atmosfera di gelo esterno e interiore. Ho trovato questa scelta narrativa affascinante, perché mette al centro l’umanità fragile del protagonista piuttosto che l’epica militare.
A chi lo consiglio?
Consiglio questo graphic novel soprattutto a chi ama i fumetti con un’ambientazione storica. È vero che qui la storia funge più da sfondo che da protagonista, ma il contesto napoleonico dona al racconto un fascino particolare e può incuriosire ancora di più chi apprezza il genere.
Disgelo è un’opera riflessiva, meditativa e silenziosa: invita a fermarsi e a osservare, più che a correre dietro all’azione. Per questo lo consiglio a chi cerca un fumetto capace di far pensare e di trasmettere emozioni sottili. Allo stesso tempo lo sconsiglio a chi predilige storie movimentate, ricche di avventura e colpi di scena, perché qui la forza sta nella quiete e non nella frenesia
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Bellissimo
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Super utile!
Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!
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