Le case del male
L’attesa e l’entusiasmo
Super felice di aver acquistato la nuova uscita di Brubaker e Phillips! Già dopo l’annuncio di Saldapress ero su di giri e ho deciso subito che doveva entrare nella mia libreria. Amo profondamente il lavoro di questo duo: ogni volta riescono a intrecciare narrazione e atmosfere noir in maniera unica, con quel ritmo che ti cattura dalla prima all’ultima pagina.
Ritorna il Satanic Panic
Natalie Burns porta sulle spalle un passato che non ha mai davvero dimenticato. Da bambina è stata al centro del Satanic Panic, l’ondata di sospetti e accuse di culti satanici che ha attraversato gli Stati Uniti negli anni Settanta e Novanta, lasciando cicatrici profonde in chi ne è stato coinvolto.
Oggi Natalie lavora come investigatrice privata, cercando di costruirsi una vita lontana da quelle ombre. Ma quando le capita di affrontare una nuova indagine, capisce subito che non si tratta di un incarico qualsiasi. L’inchiesta la trascina infatti a contatto con il suo passato, costringendola a guardare in faccia traumi e paure mai superati.
Atmosfera da incubo
Sean Phillips accompagna la scrittura con tavole dal respiro cinematografico: inquadrature ampie, volti espressivi e ambienti che trasudano tensione. Le strade vuote, le luci artificiali e i silenzi notturni creano un’atmosfera sospesa che avvolge subito il lettore.
I colori di Jacob Phillips sono il vero ago della bilancia: viola e blu che trasformano i luoghi in stati d’animo, amplificando il senso di incubo che tormenta Natalie. È un comparto grafico che non si limita a illustrare la storia, ma la rende più inquietante e immersiva.
Tensione e disagio
Devo ammettere che all’inizio ero davvero in ansia: temevo che Le case del male fosse uno splatter crudo e insopportabile. Invece, con sollievo, si è rivelato un thriller teso e intelligente. La tensione non cala mai, è costante e avvolgente, piena di colpi di scena che tengono incollati fino alla fine.

La lettura è molto scorrevole e veloce: nonostante la profondità dei personaggi e l’intreccio complesso, le pagine scorrono rapidamente e senza intoppi, trascinando il lettore in un vortice di suspense. Allo stesso tempo, il fumetto riesce a creare un forte senso di disagio: il malessere e l’inquietudine accompagnano ogni scena, rendendo l’esperienza intensa e quasi disturbante.
La scrittura è solidissima e i personaggi sono delineati con grande cura: Natalie in particolare è credibile, fragile e insieme determinata. Ho apprezzato molto anche la scelta del duo di ambientare la vicenda durante un periodo storico così inquietante come il “Satanic Panic”, che aggiunge una dimensione reale e angosciante.
Va detto che, in pieno stile Brubaker, il racconto parte con un ritmo lento e il vero clou arriva solo più avanti, attorno ai tre quarti del volume. È una costruzione narrativa che caratterizza spesso i suoi lavori: tanta preparazione, accumulo di tensione, e poi l’esplosione finale. Qui funziona molto bene, perché quando il passato e il presente di Natalie si intrecciano davvero, l’impatto emotivo è ancora più forte.
È un fumetto cupo dall’inizio alla fine, che non concede tregua ma regala un’esperienza intensa e disturbante. Per me, una lettura che vale assolutamente la pena.
Questo fumetto è perfetto per chi ama i thriller tesi e avvincenti. Chi ha già apprezzato il famoso duo non resterà deluso: Le case del male conferma il loro stile unico, tra tensione crescente e colpi di scena ben costruiti.
Detto ciò, se sei sensibile al satanismo o estremamente pudico, probabilmente non è il libro adatto a te: alcune scene e temi possono risultare disturbanti o inquietanti.
No Title
Bellissimo
No Title
Super utile!
Un volume molto bello, letto solo a pezzi quando era ancora diviso in tre volumi. Questa recensione mi fa sicuramente venir voglia di prendere la raccolta e finire la mia lettura!
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